F1 2020 RECENSIONE: Il culmine della serie?

Come ogni anno Codemasters ha rilasciato il nuovo capitolo della serie F1, essendo l’unico publisher sul mercato videoludico a detenerne i diritti per lo sviluppo di videogiochi sotto licenza ufficiale.
F1 2020 è uscito a Luglio 2020 su PS4, Xbox One e PC ed è perfettamente retrocompatibile utilizzando le console next-gen sia di casa Microsoft che di casa Sony. Gran parte del provato è stato effettuato su Playstation 5, dove il gioco gode di un frame-rate rocceo in qualsiasi situazione e uno scaling dinamico della risoluzione ridotto rispetto alla controparte videoludica che gira su Playstation 4 Pro.

La ciccia del gioco: Il modello di guida

L’esperienza di guida di F1 2020 è ulteriormente perfezionata rispetto ai suoi predecessori fornendo un’esperienza che rispetta di più il feeling reale e le reazioni che ci aspetterebbero dai mostri tecnologici che sono le monoposto di Formula 1. La fisica è coerente e le sensazioni che vengono lanciate alle periferiche di guida (il gioco è stato provato con il G29 della Logitech) sono molto accurate e, previo qualche aggiustamento dei settaggi nell’apposito menù di gioco, forniscono un’esperienza generale molto divertente e godibile, soprattutto in assenza di aiuti.

Riprodotta in maniera molto credibile la differenza di prestazioni tra le auto, in maniera tale che quando si è al volante (sia fisicamente che metaforicamente nel gioco) si possa percepire con mano la differenza tra una Mercedes, vettura di punta del circus, e una Williams.
La questione risulta molto evidente soprattutto nella modalità MyTeam, dove proseguendo nella carriera e sviluppando la propria auto è ben percepibile come i miglioramenti di aerodinamica e telaio rendano più semplice la guida, che soprattutto agli inizi in assenza di aiuti può risultare abbastanza difficoltosa per via della lotta continua per l’ottenimento di trazione in accelerazione e di grip nelle curve.

Tuttavia, il modello di guida non è perfetto e in alcuni aspetti lascia un po’ a desiderare. Tra le problematiche più importanti, c’è spesso la percezione che il feeling in corrispondenza di perdite di aderenza non sia abbastanza reattivo, e quindi recuperare la macchina che ha perso improvvisamente trazione per via di un accelerazione leggermente troppo brusca o per un sovrasterzo improvviso a metà curva risulta essere più difficile del dovuto, e a tratti quasi impossibile.

Altra imprecisione del modello di guida riguarda l’aderenza che alcune specifiche curve di determinati circuiti sembrano godere, in entrambi i sensi, sia in negativo che in positivo. Esempio notevole è l’ultima chicane prima del rettilineo finale sul circuito di Catalunya, che presenta una difficoltà di percorrenza fin troppo elevata, al punto tale che persino i piloti di F1 reali in diverse live hanno menzionato come in realtà la pista dovrebbe essere molto più facile da percorrere in quel punto.

MyTeam: La nuova modalità che permette di crearsi la propria scuderia

Punta di diamante di F1 2020 è sicuramente la modalità MyTeam, che permette ai giocatori di intraprendere una carriera da pilota, che però sarà anche il team principal di una nuova scuderia!

La carriera inizia con la scelta di alcuni componenti importanti facendo utilizzo del budget a disposizione: possiamo ad esempio scegliere di puntare tutto su un motore iper-performante per migliorare la competitività della vettura, lasciandoci però con un secondo pilota non troppo impressionante e che quindi non sarà in grado di guadagnare facilmente punti esperienza per lo sviluppo della macchina.

Il sistema di economia è basato sugli sponsor e la fama della scuderia. Più essa godrà di fama (guadagnata tramite buoni prestazioni durante il week-end) tanto più incrementaranno il numero di slot sponsor disponibili, senza i quali non è possibile finanziare la scuderia.

Fondamentale è anche il finanziamento dei reparti (aerodinamica, telaio, simulatore, motore) che portano bonus importanti allo sviluppo e alle prestazioni del secondo pilota ma permettono anche la progettazione dei componenti più avanzati per portare la vettura ai vertici della classifica.

Per il resto non c’è molto da dire, fare le pulci a questa nuova modalità non sarebbe corretto in quanto risulta essere un’aggiunta eccezionale per la serie, e sicuramente in futuro sarà espansa con nuove funzionalità.

L’Intelligenza Artificale: Bene ma non benissimo

Negli anni i progressi sull’intelligenza artificale nei racing ha fatto passi da gigante. Basti pensare alla prima IA di F1 2010, il primo F1 sviluppato da Codemasters (escludendo il 2009 su Nintendo Wii che è meglio dimenticarlo), che era assolutamente incapace di comprendere la sua posizione in pista e delle macchine intorno.

La realtà odierna fortunatamente è differente, e in F1 2020 l’intelligenza artificale alle difficoltà più rilevanti attacca, si infila, mette pressione, non si fa silurare all’interno con tanta agevolezza. Il potenziale dei duelli virtuali che possono uscir fuori è veramente entusiasmante ma delle note dolenti compromettono l’atmosfera e l’immersività delle gare.

E’ infatti inaccettabile vedere, nel 2020, di vetture che se forzate da causa di forza maggiore a percorrere una traiettoria non ideale (per esempio da un altra monoposto avversaria affiancata all’interno) frenare di colpo a metà della percorrenza della curva, forzando spesso e volentieri le povere auto accodate a tamponare inevitabilmente (o disintegrarsi contro un muro magari per evitarla se si preferisce) la vettura che segue.

O ancora, vedere di momenti in cui l’intelligenza artificale non comprendere bene il limite dell’aggressività di cui poter disporre compromettere la gara del giocatore mandandolo a muro in pieno rettilineo perchè è convinto di dover seguire una determinata traiettoria.

Intendiamoci, nella visione d’insieme l’IA di F1 2020 risulta essere ben realizzata e probabilmente anche sopra la media dei competitors. E’ veramene grottesco d’altronde vedere questi difetti, che non sono una novità dell’ultimo titolo, essere protratti per anni senza che gli sviluppatori ci mettano una pezza(come nel caso del bug che portava le auto avversarie a inanellare in qualifica tempi impossibili)

Il verdetto

Ad oggi, F1 2020 è ovviamente il miglior F1 della serie di Codemasters, sia per tecnologia che per gameplay. Il reparto tecnico(grafica e sonoro) è veramente ottimo nonostante si sarebbe potuto osare di più, magari mostrando qualche muscolo tramite eventuali patch pensate per la next-gen.

Consigliato ai fan della serie e dei racing in generale, che sicuramente spenderanno molte ore a divertirsi con il videogioco.

VOTO | 8.7/10

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