I MONDI PERSISTENTI HANNO FALLITO?

Correva l’anno 2004 e un certo World of Warcraft entrava di prepotenza nel mercato rompendo completamente gli schemi del gioco online e ricreava da zero il concetto di MMORPG, infatti prima il genere era costituito per lo più da sandbox come Ultima online o da rpg cooperativi.

Blizzard sull’onda di Everquest crea il Theme park ovvero un mondo persistente molto distante dai concetti di ultima, infatti qui non sono i giocatori a creare i contenuti, per di più la libertà del giocatore è circoscritta unicamente nello scegliere come e quando usufruire dei contenuti preimpostati dagli sviluppatori e aggiornati saltuariamente, una sorta di grosso contenitore con delle regole ben precise nel quale ognuno viveva una seconda vita nel mondo Azeroth .

Da quel punto è iniziata una vera e propria epoca dell’oro per il genere, tutti quanti volevano il proprio MMORPG , il signore degli anelli, Matrix, Star wars , elder scrolls, Conan ,ecc un’ esplosione di mondi virtuali vivi e popolati da qualunque tipologia di player , il successo stesso dei theme park portava di riflesso nuova luce agli altri giochi multiplayer.

Qualcosa però è cambiato negli ultimi anni, il genere ha cominciato a stagnare, persino titoli di valore come TESO e FFXIV agli occhi dei player sembravano solo più pallide imitazioni del mostro di Blizzard, la player base stessa è mutata e al posto di ricercare la qualità dei contenuti pagando un supporto adeguato, preferiva buttarsi su giochi coreani gratuiti di scarsa qualità ma con il combat action e graficamente all’avanguardia.

La pietra tombale l’hanno messa definitivamente Destiny ,che ha dato il via ai lootershooter di massa e i survival multiplayer, giochi che danno solo l’illusione di essere all’interno di mondi persistenti ma che in realtà sono dei semplici giochi multiplayer, titoli decisamente più contenuti come ambizione e che permettono di sopravvivere anche solo con la vendita di espansioni e shop estetici.

Sembra proprio che i giocatori di oggi abbiano deciso di barattare l’immersione che solo un mondo persistente può dare per un combat “fast paced” e un prezzo contenuto se non addirittura f2p, è un peccato ma d’altronde i tempi cambiano e di conseguenza le esigenze delle nuove generazioni, un po’ come il fenomeno Battle royale che dilaga sempre di più, togliendo spazio al vero mondo competitivo degli sparatutto.

TheNameless

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